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sabato 13 giugno 2015

Social vs Realtà

Dove sta il senso della vita, quando senso di vita non c'è?
Mi guardo intorno ed è tutto un ripetersi di situazioni, di cose trite all'infinito che portano solo nausea.

Ogni mattina è come se sapessi già di rivivere la stessa giornata.
Certo, alcune sfumature cambiano!
Cambiano come possono cambiare i colori di una vecchia foto dimenticata in soffitta.
Sono quelle sfumature che scandiscono il tempo che trascorre lento, senza preoccuparsi di ciò che è e di ciò che sarà, perché l'immagine nella foto è e sarà sempre quella: immobile, statica.

Tutto passa, ma tutto resta.
Lo vediamo nei social, nel mondo che i circonda.
La storia è un ripetersi continuo, politici che vogliono il potere su tutto, paesi in lotta tra loro per idee demenziali, per la voglia di far valere i propri pensieri sugli altri, sangue, popoli che scappano e gente che se ne approfitta, intravedendo nella paura altrui, grandi profitti.

I social, l'ultima grande innovazione... ma ne siamo veramente convinti?
Non è altro che la grande piazza virtuale del paese!
Quel luogo comune a tutti, in cui tutti diventano forti.
Grandi geni, grandi propagatori di pensieri che in piazza son capacissimi di buttar giù una montagna con un solo dito.
Quella piazza in cui buoni propositi, belle parole spuntano dal nulla e vengono condivise all'infinito, spesso senza sapere neanche a cosa realmente si riferiscono .
Ciò  che conta è condividere, perché il condividere quel pensiero da la vana sensazione di aver fatto qualcosa di grande, qualcosa di speciale nella vita. Come dire "anche io l'ho detto".
E si l'ho detto nei social, perchè in fin dei conti è questo che conta o no? Averlo condiviso mille e mille volte, fino alla nausea, fino a non poterne più.

Poi per puro caso ci si incontra al bar, capita anche questo!
Quel luogo poco virtuale e tanto reale, in cui non si vedono solo scritte, quel luogo in cui si ascoltano parole, si sentono profumi, si sentono rumori, si osservano movimenti e ci si guarda negli occhi.

Oddio, il mondo cade.

La certezza di quella condivisione non esiste più. Ragazzi, stiamo parlando di realtà dei fatti!
Svaniscono nel fumo di una tazzina di caffè tutti i buoni propositi social: la lotta contro chi maltratta gli animali, la lotto contro la delinquenza, il riprendersi in mano un paese che è andato incontro a una decadenza totale, in cui povertà, miseria, degrado sono l'unica verità che conosce, a parte il calcio!

In questo bar, davanti a quella misera tazzina di caffè, prima fumante, tutto ha perso di valore. Così frettolosamente si ritorna nel proprio mondo, quello dei social, in cui si ha più certezze, in cui tutto è possibile, in cui ci si sente dei grandi perchè, per almeno un attimo si è riusciti a condividere quel link.

mercoledì 7 gennaio 2015

Essere o far finta di essere

Essere o far finta di essere....
è questo il vero problema che affligge i nostro millennio.
Quel valico che separa l'essere se stessi e continuar per la propria strada non curanti di quelli che ci circondano, pur essendo consapevoli di andar contro a quelle regole mai dette, coscienti di essere gli unici a seguire quella via; o far finta di essere, mostrarti agli altri come ci si aspetta che tu sia, perfetto,sorridente, alla moda, mai un capello fuori posto, con una cerchia di amici (o conoscenti?), che molto probabilmente non saprebbero dire di che colore hai gli occhi.

Questa è l'era moderna, la grande era tecnologica in cui si cerca a tutti i costi di compicere persone di cui non ci frega niente, solo per non star soli. L'era in cui c'è chi è convinto di riuscire a trarre profitto pensando che se ti da un dito può prendersi tutta la mano.

Si, spesso fingo anche io. Son talmente stanca che non ho voglia di lottare. In fin dei conti, mi dico, è un dare per ricevere. Che magra consolazione. Dopo mi sento talmente vuota, ancor più stanca, inutile, come se esistere non avesse più tempo, ne valore.

Una doccia per scrollarmi di dosso quel senso di vuoto, quel senso di sporco dato dall'aver indossato una maschera, anche solo per un momento.

Mi guardo intorno, guardo il mio mondo, quello che mi son creata, le mie quattro mura. L'unico mondo che rispecchia appieno ciò che sono, ciò che sento.
Ma non aprir quella finestra, la contaminazione è immediata. Fuori sento le vibrazioni della falsità, dell'odio, del rancore.
Dove sono andati a finire amore caritatevole di una volta, il saluto sincero del mattino, l'amicizia pura che non osserva l'abito del monaco?
Dove sono? Dove siete?

E' ora, un'altro giorno ricomincia. Son stanca.
Un altro giorno tra essere e far finta di essere

Dedicato a tutte le persone affette da lupus

SPAZIO UTENTI

Oh Oh

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