Ma pareva solo a me, nella mia mente razionale. Si, perché fuori pioveva, a dirotto ed è normale che se il tempo è brutto, la giornata non può avere risvolti positivi.
Pensieri, parole... per mia colpa di fare ciò che magari non è di mia competenza, per l'ira di ciò che vivo, che sento, che... per il mio gusto di dire e fare ciò che penso e ciò in cui credo! (by @Briccioledinfo ♥ alias Scrittrice Per Caso)
lunedì 30 settembre 2013
Incantevole pioggia
Ma pareva solo a me, nella mia mente razionale. Si, perché fuori pioveva, a dirotto ed è normale che se il tempo è brutto, la giornata non può avere risvolti positivi.
venerdì 27 settembre 2013
Sono emafrodita!
Così si mettono gli animi in pace!
No, non sono impazzita!
Sono semplicemente stanca!
Stanca di sentir tante polemiche sulle scelte sessuali!
Ma che importanza può avere se si è omosessuali, bisessuali, etero sessuali, transesuali, feticisti. masochisti, sadisti, bondagisti e bla bla bla?
Siamo si o no, liberi di fare le nostre scelte da persone adulte e consenzienti?
A quanto pare no!
Per tutto c'è polemica! Anche per una pasta!
Bene Mister Barilla è etero? Ma chi se ne importa.
Pinco Pallino è gay, ok va benissimo!
E poi? Risultato?
Esponendo le nostre tendenze sessuali cosa abbiamo risolto?
Non ci siamo puliti l'anima, non ci siamo arricchiti, non siamo guariti da qualche grave malattia.
Credo che le tendenze sessuali non sia di interesse comune. Credo molto di più al fatto che sia una moda.
Ma se ci si preocupasse di più di come siamo dentro, di come ci comportiamo, dell'egoismo che mettiamo davanti a tutto e a tutti, della mancanza di vera socializzazione, non sarebbe meglio?
Sarebbe troppo complicato. Molto più facile portare avanti una campagna su come mi comporto a letto e con chi lo faccio.
Invece che guardare le persone dalla cintola in giù, sarebbe meglio guardarle dal cuore in su, capire come sono dentro, cosa hanno da donarci e cosa possiamo donare loro.
Smettiamola di polemizzare gay si gay no, etero si etero no! Ma chi se ne frega!
Diamoci un taglio.
martedì 17 settembre 2013
... di troppo
Sempre più spesso, ormai da anni, mi capita di fare lo stesso sogno, identico.
"Mare, spiaggia affollatissima. Grida, urla, voci indistinte che si ammassano l'un l'altra. Io sono l'unica vestita completamente. Mi guardo intorno e mi sento strana, mi sento quasi soffocare. Poi la decisione... Entro in acqua e mi lascio cadere all'indietro. Sprofondo lentamente. Sono serena, rilassata. Dall'acqua intravedo alcuni volti, ma non li distinguo bene, non m'importa. Ciò che mi interessa in quel momento è lasciarmi andare, abbandonarmi.
Sto bene, mai stata meglio. La cosa strana e, me ne rendo conto solo dopo, è che respiro, respiro benissimo, mi sembra di riempirmi, finalmente di aria sana, l'unica differenza è che sono sott'acqua! Inizio a nuotare, non so dove, non so come. Ma è bello! Stupendamente bello. Finalmente ho trovato il mio mondo, finalmente non mi sento fuori luogo. Ho ciò che mi serve. Nessuna costrizione, nessuna catena invisibile. Tutto è così pacifico..."
E' la sensazione più bella che si possa provare. Il sogno è così reale da far paura.
Fuggire dalla realtà, quella realtà che non ci appartiene. Quel mondo che ti fa sentir di troppo. qualsiasi cosa fai, qualsiasi cosa dici, non ti appartiene. Casa, famiglia, amici... sembrano appartenere al tuo sosia al tuo io di un'altra dimensione.
Lo so, sto farneticando!
Ma non vi capita mai quella sensazione di essere di troppo?
Di troppo in mezzo alla gente, di troppo nella vostra solitudine... Insomma, come se la vostra esistenza fosse un di più a tutto ciò che realmente accade intorno a voi.
Come se foste in un mondo che non vi appartiene, un pesce fuor d'acqua. E questo così, senza motivo apparente, senza nessuna spiegazione plausibile razionale. Semplicemente di troppo.
lunedì 16 settembre 2013
Dispersa? No ci sono ancora!
Ho giusto preso qualche giorno di pausa per organizzarmi un po' meglio, visto che stavo accavallando le cose.
Cosa stavo organizzando?
giovedì 12 settembre 2013
Fantasie impossibili
Pensava e ripensava, a cosa esattamente non lo sapeva neanche lei.
Aveva sostituito il suo solito J&B con un bel bicchiere di birra fresca. Aveva sete, una sete che non riusciva a colmare. Si rendeva conto che era sete che le veniva da dentro, niente a che fare con la necessità di liquidi.
Voleva semplicemente vivere una vita tranquilla, ma la pressione del marito, i programmi, il solito parlare di sesso in qualsiasi modo, in ogni luogo, la rendeva inquieta.
Era consapevole che le mancava qualcosa, quello sprint, forse quel pizzico di malizia e di sfacciataggine necessarie per poter vivere liberamente il sesso. Si rendeva altresì conto che non era questione di tabù. Ne parlava tranquillamente con tutti, senza nessun timore, ma erano i fatti che le mancavano.
Il suo uomo la desiderava "puttana a letto"... Facile a dirsi, il problema era farlo.
Non era per niente esibizionista, anzi, si odiava, odiava il suo corpo, odiava la sua goffaggine, come poteva essere "puttana a letto" se non si sentiva per niente attraente?
Certo, un maggior coinvolgimento l'avevano aiutata in passato, ma prendere l'iniziativa per conto suo le costava non poca fatica.
Così, la maggior parte delle volte si rittraeva, in silenzio, mille scuse, tutto aveva la precedenza.
Stava rovinando tutto, se ne rendeva conto, ma non riusciva a essere ciò che in quel momento non si sentiva di essere. Le rimarcava che in passato era diversa, ma gli anni erano trascorsi anche per lei e nonostante avesse mantenuta una buona forma, nonostante i due figli e le cure, aveva perso stima nel suo corpo.
Faceva persino fatica a raggiungere l'orgasmo, le bastava solo aprir gli occhi per un istante e intravedersi, per ritornare nella cruda realtà .
Adesso era lì, sola, nel cuore della notte, la pioggerella che batteva sui vetri della camera, pareva un pianto, il suo pianto, quello che non riusciva a tirar fuori, quello che mandava giù come fosse un'amara medicina...