Pensieri, parole... per mia colpa di fare ciò che magari non è di mia competenza, per l'ira di ciò che vivo, che sento, che... per il mio gusto di dire e fare ciò che penso e ciò in cui credo! (by @Briccioledinfo ♥ alias Scrittrice Per Caso)
sabato 27 febbraio 2016
Oggi, ieri, domani
Mi manca la vera società, quella che ogni giorno ti faceva sentir viva e ti dava la vera forza per andar avanti, quella che invecchiando ti faceva sentir ancor più importante perché l'esperienza era il web, il Wikipedia di oggi.
domenica 14 febbraio 2016
Ritorno al passato o vaneggiamenti del futuro!
La mia risposta semi egoista è "certo che si!".
Ogni tanto ci vuole! Staccarsi dalla realtà e immergersi nel mondo virtuale consci che di reale ha ben poco.
Ma siamo veramente consapevoli di questo?
Apriamo la pagina facebook e ci convinciamo che tutto ciò che è scritto li sia sacrosanta verità. Leggiamo e ricondividiamo stupidaggini assurde che vanno oltre tutti i limiti della razionalità, dimentichi spesso anche del poco sapere che abbiamo imparato a scuola.
Trovi diplomati e laureati che credono a bufale megagalattiche e ti chiedi "possibile che vi sia in giro gente così credulona e stupida?"
Possibile che il web sia diventato quasi un Dio? Un luogo in cui tutto è per forza vero, un luogo che non ti pone nessun dubbio. " è vero, l'ho trovato su internet".
Se poi è su Facebook è sacrosanto!
È questo che mi ha portato a mettere in dubbio il blog, si, anche il mio blog. La mia cara pagina dove i miei pensieri prendono forma e le mie conoscenze, poche, prendono vita. A volte anche troppo.
Quante volte i miei farfugliamenti son stati presi troppo seriamente o troppo poco seriamente?
La mia speranza è che chi mi legge abbia le piene facoltà di pensare con la propria testa e capire ciò che è vero e ciò che è semplice frutto della mia fantasia 😉
Perché è giusto che voi sappiate che spesso vaneggio 😜 o sempre 😱 o mai.... Chi lo sa?
lunedì 25 gennaio 2016
Due facce come la luna
Un mondo in cui la nostra vita è legata ai social che vi consentono di essere ciò che non siamo, ma ciò che vorremo essere. I social, un surrogato della nostra fantasia, vera per noi più dei profumi di casa, tangibile più delle carezze, ci confonde, ci stordisce, ci convince che sia l'unica realtà possibile.
Sappiamo che ciò che circola non è sempre vero, nonostante ciò ci lasciamo convincere e ci perdiamo in bufale, in false notizie lasciandoci trasportare in un mondo fittizio, arrogante, calunniatore, falso adulatore, come dei pecoroni ammuffiti.
Noi stessi mostriamo due facce, ora buonisti, ora razzisti, ora proclamatori di pace e tolleranza, ora agguerriti violenti pronti a distruggere il mondo.
Due facce come la luna.
Una luminosa visi ile al mondo,sensuale e seducente, compassionevole.
L'altra fredda, buia, nascosta e tenebrosa.
....
Ma la cosa più triste in tutto ciò è che nonostante ne siamo pienamente consapevoli, continuiamo a vivere quella vita social, giorno dopo giorno, drogati di quel mondo falso perché senza.di esso non sapremmo vivere.
La #tristezza
venerdì 22 gennaio 2016
Bricciole dinfo invited you to join Buzzoole!
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sabato 28 novembre 2015
Cosa stiamo dando ai nostri figli?
Un mondo banale, creato di illusioni e di perenne insoddisfazioni.
Un mondo in cui ci si sa solo lamentare, in cui esistiamo solo noi e il buon senso civico esiste solo a parole.
Ragazzi che se non ottengono sono insoddisfatti della vita. Si lasciano trascinare da idee balorde e da gruppi il cui principio è fondato sulla ricerca della trasgressione.
Oppure si chiudono in se stessi, barricati in una camera a giocare col la play o a chattare su whatsapp convinti di avere tanti amici.
Persone che non conoscono che spesso si mostrano per come li desiderano gli altri e non per come sono in realtà, magari migliori.
Ma noi, genitori, di cosa ci lamentiamo?
Invecchiati alla mercé di facebook e di twitter, convinti che al resto del mondo interessi veramente ciò che noi pensiamo o ciò che condividiamo.
Noi che facciamo i salti di gioia se vediamo che il nostro link, il nostro stato, piace ad almeno 20 persone.
Noi che ci sentiamo realizzati e in pace con noi stessi se riusciamo a dare il primi buongiorno a chi spesso non sa neanche che esistiamo...
E questo lo chiamiamo vivere.
Ci siamo dimenticati di come funziona la vera comunicazione, quella che si fa in piazza o al bar davanti a un caffè, guardandosi dritti negli occhi, provando l'emozione dl contatto, sentendo il calore in quel sorriso spontaneo, provando dispiacere in quelli sguardo triste del compagno di avventura.
Passeggiate, cene all'insegna del puro divertimento, tra una pizza e un bicchiere di vino e una radio che trasmette sempre le solite canzoni, ma che ogni volta ti fanno comunque emozionare o palpitare.
Dove siamo arrivati?
Cosa stiamo raggiungendo?
Siamo veramente sicuri che vogliamo lasciare questo in eredità ai nostri figli?
martedì 27 ottobre 2015
Pazienti... Poco pazienti
Ormai è risaputo che quando si entra in un ospedale, sia quando entri ma non sai quando esci.
Certo è che molti pazienti son provati dal dolore, dallansia per la visita, dallo stress causato da medicine, dal fatto che spesso non sono più auto sufficienti.
Ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare!
....
Sala d'attesa. Piena, modica scattoletta di sardine, medici che fanno accomodare i pazienti uno dietro l'altro, ma, purtroppo i tempi per ogni visita medica, sono piuttosto lunghe, visto che la visita è basata Su medicazioni vascolari da traumi e no.
Mi chiedo quindi, perché da pazienti non si ragiona un po' di più e si cerca di capire che non sempre si tratta di mql sanità?
Non sempre si possono fare i salti mortali!




