martedì 27 ottobre 2015

Pazienti... Poco pazienti

Ormai è risaputo che quando si entra in un ospedale, sia quando entri ma non sai quando esci.

Certo è che  molti pazienti son  provati dal dolore, dallansia per la visita, dallo stress causato da medicine, dal fatto che spesso non sono più auto sufficienti.

Ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare!

....

Sala d'attesa. Piena, modica scattoletta di sardine, medici che fanno accomodare i pazienti uno dietro l'altro, ma, purtroppo i tempi per ogni visita medica, sono piuttosto lunghe, visto che la visita  è basata Su medicazioni vascolari da traumi e no.

Mi chiedo quindi, perché da pazienti non si ragiona un po' di più  e si cerca di capire che non sempre si tratta di mql sanità?

Non sempre si possono fare i salti mortali!

lunedì 31 agosto 2015

La strada

Si dice che ogni lasciata è persa. ma quante volte conviene cogliere e quante invece conviene lasciar sfuggire quel treno apparentemente luminoso? La vita offre talmente tante strade da prendere, da trovarsi spesso in preda al panico per paura di sbagliare. Si vorrebbe seguire l'istinto. Ma da cosa è comandato? Da paura? Rabbia? Voglia di cambiare? E quante volte quell'istinto ti porta veramente a ciò che volevi?
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domenica 30 agosto 2015

La morsa

In fondo al suo cuore aveva solo una gran voglia di urlare, fregandosene di tutto e di tutti, non pensando minimamente al giudizio, sempre pronto, degli altri. Cosa ne sapevano gli altri di cosa provava da anni, di come si sentiva. Il cuore si era maledettamente chiuso in una morsa, quel giorno... E ogni giorno, qualcosa glielo ricordava stringendo sempre di più la morsa...
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sabato 29 agosto 2015

Ricordavo un paese completamente diverso!

Ricordavo un paese completamente diverso!

Un paese ricco di giovani, di allegria e spontaneità, con una gran voglia di divertirsi, con la voglia di vivere la vita.

Ricordavo il va e vieni nella strada principale. Un va e vieni che aveva la sua motivazione di base: incontrare gli amici, scambiare quattro chiacchiere, ma soprattutto, raccontare storie, le proprie avventure, i propri amori, le proprie delusioni, le proprie speranze.

Un va e vieni di storie che venivano raccontate nel buio della sera, consci che sarebbero rimaste li, perché un tempo ci si poteva fidare degli amici.

La parola amicizia aveva un significato importante, era più di un legame di sangue, era l'anima, l'essenza della stessa vita.

Ma questa è un altra storia!

 Oggi son qui, in quello stesso paese, quasi dimenticato da Dio.

Un paese in cui vige un alto tasso di disoccupazione, strade deserte, giusto quattro gatti in un bar, con un unico grande discorso: mancanza di lavoro.

Un paese, dove non ci si incontra per profonda amicizia, ma per parlare di problemi, per scroccare, quando possibile, un invito, a volte ci si accontenta di un sorriso, perché a una certa età, un sorriso guarisce mille ferite.

E già, perché è diventato un paese di vecchi. I giovani preferiscono allontanarsi, frequentare posti che riescano a regalargli cinque minuti di musica a menetta, preferiscono la ressa delle zone turistiche e abbandonano il proprio paese di origine senza far nulla per risanarlo, per riportargli la carica di un tempo.

L'estate, un periodo che potrebbe,anzi è, di buon auspicio per feste e sano divertimento, in questo paese non riesce a dar un minimo di idee, un po' di sprint per riportarlo, almeno in parte a ciò che è stato e che forse non sarà mai più.

Ci si lamenta, ma non si fa niente, lo si lascia morire, nei suoi ricordi, con il rimorso di ciò che non potrà mai essere, tra un rintocco di campane e l'altro che ormai da troppo tempo, serve ad annunciare solo una morte.

E con quella morte, tutti son consapevoli che va via un pezzo di storia, un ricordo, una memoria di ciò che un tempo era ricchezza, spirito, allegria, inventiva, voglia di vivere, un paese completamente diverso.

domenica 16 agosto 2015

Difesa

Svegliarsi all'alba con quel senso di inutilità terrena, come se tutto ciò che ti circonda sia semplicemente una gran farsa.
I tuoi unici pensieri sono legati a ciò che va al di là di ciò che in realtà è.
Pare ancora di sognare, un misto di realtà e sogno.
Hai la sensazione di essere nel limbo, luogo dove  tutto è e non è, contemporaneamente, dove tutto può avvenire, ma anche no.
Quel luogo, in cui, in poche parole, non te ne frega proprio niente di niente, ne di quello che è stato, ne di ciò che è, ne di quello che sarà.
Quel luogo in cui, ne l'azione, ne la parola hanno un senso compiuto, è preferibile ascoltare e lasciarsi trasportare dal tempo decisionale, quasi in maniera apatica.
Che sia un modo per difendersi?

domenica 9 agosto 2015

E meno male che Dio non decise di impiantarvelo nella mano!

E meno male che Dio decise di non impiantarvela nella mano!
Ma si può?
No, sembra quasi irreale come gli uomini, non guardino più in faccia niente, se non tra i loro pensieri, chissà, forse perversi!

Che importa se sei sposata, che importa se hai prole appresso?
L'unico chiodo fisso è quello, guardarti il fondo schiena e mandare segnali chiaramente sessuali.

Ce l'hanno stampato in faccia che ti porterebbero volentieri a letto!

Una volta si usava più garbo, maggior galanteria, si cercava di far tacere i propri istinti, consci del fatto di aver di fronte una donna sposata con prole a seguito.

Oggi no.............
Miseria ladra, la cosa è talmente evidente, da riuscire a far intuire le sperate intenzioni anche a un bimbo di 9 anni.

Il fatto è che a lamentarsene sembra quasi un delitto....
Possibile che sia io quella che è rimasta indietro coi tempi, incapace di evolversi ai nuovi "modi" di viver la vita sessuale?

Naaaaaaaaaaaaaaaa!
E omunque fiera di essere all'antica ;)

Dedicato a tutte le persone affette da lupus

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Oh Oh

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